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Cos'è la link building di secondo livello?

Una guida pratica alla link building di secondo livello: come funziona, rischi di policy e checklist per verificare e misurare i risultati.

Cos'è la costruzione di link di secondo livello?

Cosa otterrai da questo articolo

Questa guida spiega in modo pratico che cos'è la link building di secondo livello, come funziona tecnicamente e quali controlli eseguire quando lavori con publisher esterni. Troverai una checklist operativa, esempi di attributi link corretti e una panoramica delle implicazioni rispetto alle policy di Google.

Definizione e struttura della link building di secondo livello

Per link building di secondo livello si intende la pratica di creare backlink che puntano non direttamente alla pagina target primaria (Tier 1), ma verso pagine o risorse che a loro volta linkano la pagina target. La struttura tipica prevede più livelli: il primo livello include link editoriali o naturali verso la tua pagina; il secondo livello riguarda link che aumentano l'autorità e la visibilità delle pagine del primo livello, con l'obiettivo indiretto di trasferire valore alla pagina finale.

Termini da usare (consistenza)

In questo articolo useremo sempre il termine link building di secondo livello. Evita varianti come "dofollow" per descrivere un attributo — non esiste rel="dofollow"; parla invece di una normale link senza rel="nofollow", rel="sponsored" o rel="ugc".

Come funziona — meccanica pratica

La logica tecnica è semplice: i link funzionano come percorsi di scoperta e come segnali di relazione tra contenuti. Nella link building di secondo livello lavori sulle pagine intermedie in modo che acquisiscano visibilità e, nella migliore delle ipotesi, trasferiscano valore verso la pagina target. È importante distinguere tre fasi distinte: crawling, indicizzazione e ranking. La link building di secondo livello agisce principalmente sul flusso di segnali ipertestuali che possono influire su crawling e indicizzazione delle pagine intermedie e, indirettamente, sul ranking.

Flusso operativo (schematizzato)

  • Pubblica o ottimizza la pagina Tier 1 (risorsa che linka la pagina target)
  • Crea link di secondo livello verso la pagina Tier 1 (articoli, menzioni, directory contestualizzate)
  • Monitora crawling e indicizzazione delle pagine Tier 1; valuta visibilità e traffico verso la risorsa

Esempi pratici e attributi link

Esempio semplice: invece di far linkare 100 siti direttamente alla pagina prodotto, potresti avere articoli su siti di nicchia che linkano una guida sul tuo blog (Tier 1), e poi creare link verso quegli articoli da altre risorse. Importante: usa attributi link corretti in base al contesto editoriale o commerciale. Esempi di markup:

Una normale link senza valore rel speciale: esempio. Per contenuti sponsorizzati: esempio. Per contenuti generati dagli utenti: esempio. Per segnalare che il link non deve essere usato come suggerimento di ranking si può aggiungere rel="nofollow".

Rischi, policy di Google e best practice etiche

La link building di secondo livello può essere parte di strategie legittime, ma va gestita con attenzione rispetto alle policy dei motori di ricerca. I link creati con lo scopo principale di manipolare i risultati possono essere trattati come link spam. Per link a pagamento o a scambio a fini commerciali, usa rel="sponsored" oppure rel="nofollow" secondo le linee guida di Google; rel="ugc" è indicato per contenuti generati dagli utenti. Ricorda la distinzione fondamentale: Google può applicare azioni manuali (visibili in Search Console per il proprietario del sito) oppure aggiustamenti algorithmici; questi ultimi sono automatici e non vengono notificati come manual actions.

Linee guida pratiche per ridurre rischi

  • Mantieni contesto editoriale: preferisci link inseriti in contenuti pertinenti e utili agli utenti.
  • Evita schemi di linking eccessivamente artificiosi o reti chiuse (PBN).
  • Usa attributi rel appropriati per trasparenza commerciale.

Checklist tecnica per implementare e verificare i link di secondo livello

Questa checklist è pensata per chi non ha accesso a Search Console del sito publisher. Includo comandi e controlli che puoi eseguire dall'esterno.

Controlli rapidi (esterni)

  • Controlla l'HTML sorgente della pagina publisher (visualizza sorgente o usa curl per ottenere l'HTML che il server restituisce). Esempio: curl -A "Mozilla/5.0" https://publisher.example/pagina
  • Controlla gli header HTTP per stato e regole robots: curl -I https://publisher.example/pagina restituisce solo gli header, inclusi eventuali X-Robots-Tag.
  • Ispeziona il DOM reso in un browser (Chrome DevTools → Elements) per verificare che il link sia visibile e non iniettato dinamicamente in modo che Google non lo veda.
  • Verifica che la pagina non abbia X-Robots-Tag: noindex o nofollow a livello di header possono ridurne il valore.
  • Usa l'operatore site: per controlli pubblici sulla presenza di pagine del publisher nell'indice di Google. Ricorda che site: è un'indicazione, non una prova definitiva di indicizzazione.

Verifiche aggiuntive utili

  • Controlla che il link sia in un contesto editoriale e non in sezioni aggregate o widget duplicati su molte pagine.
  • Monitora il traffico e i referral nella tua analytics per vedere se i link di secondo livello portano visitatori indiretti attraverso la pagina Tier 1.

Come misurare risultati e impostare aspettative

La link building di secondo livello raramente produce risultati istantanei. Misura sia segnali quantitativi (visite referral, indicizzazione delle pagine Tier 1) sia qualitativi (posizionamento per query di interesse, permanenza sulla pagina). Ricorda che l'effetto percepito dipende dalla qualità dell'editorial context, dall'indicizzazione delle pagine coinvolte e da altri segnali on‑site.

Scegliere publisher e una nota su marketplace

Quando valuti publisher per link di secondo livello, dai priorità a: qualità editoriale, rilevanza tematica, visibilità pubblica delle pagine e assenza di segnali di spam. Mercati e marketplace che mettono in contatto advertiser e publisher richiedono la stessa attenzione: controlla l'indicizzazione delle singole pagine, il contesto dove il link sarà inserito e la trasparenza sull'attributo rel. Su BlogDrip, ad esempio, considera sempre la pagina concreta dove il link verrà pubblicato e valuta indexabilità e contesto editoriale prima di procedere.

Se vuoi esplorare opportunità pratiche con publisher verificati, puoi Esplora i publisher per i backlink.

Errori comuni da evitare

  • Concentrare tutto il profilo link su pagine intermedie di bassa qualità o su network chiusi.
  • Non verificare l'indicizzazione o la presenza di X-Robots-Tag sulle pagine Tier 1.
  • Usare metodi opachi per acquistare link senza dichiarare rel="sponsored" quando si tratta di contenuti a pagamento.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra link di primo e secondo livello?

I link di primo livello (Tier 1) puntano direttamente alla tua pagina target; i link di secondo livello puntano a pagine che a loro volta linkano la pagina target. I secondi aumentano l'autorità percepita delle pagine intermedie e possono indirettamente trasferire beneficio alla pagina finale.

La link building di secondo livello è ammessa da Google?

La pratica in sé non è automaticamente vietata, ma dipende dall'intento e dall'implementazione. Se lo scopo primario è manipolare i risultati di ricerca, Google può trattare i link come link spam. Per collocazioni a pagamento o sponsorizzate, dichiara la natura commerciale con rel="sponsored" o rel="nofollow".

Come verifico un backlink su un sito che non controllo?

Usa strumenti esterni: controlla l'HTML con curl -A "Mozilla/5.0" <URL>, ispeziona il DOM in Chrome DevTools per verificare che il link sia visibile, e usa curl -I <URL> per controllare gli header HTTP e eventuali X-Robots-Tag. L'operatore site: in Google può dare indicazioni sull'indicizzazione della pagina, ma non è un controllo definitivo.

Come ridurre il rischio di interventi manuali o aggiustamenti algoritmici?

Prioritizza contenuti utili, trasparenza sugli accordi commerciali (rel="sponsored" o rel="nofollow"), evita schemi di linking artificiosi e controlla la qualità delle pagine Tier 1. Se ricevi una notifica di manual action su un tuo sito, Search Console è lo strumento per visualizzarla e avviare una richiesta di revisione.

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