Linee guida di Google per la link building: guida pratica
Guida pratica alle linee guida di Google sulla link building: come usare gli attributi rel, verificare i backlink e valutare publisher e post sponsorizzati.

Cosa troverai in questa guida
Questa guida ti spiega in modo pratico come applicare le linee guida di Google alla link building: quali attributi usare, come verificare i backlink da fuori del sito, come valutare la qualità di un posizionamento e come ridurre i rischi quando acquisti o pubblichi link sponsorizzati.
Principi chiave delle linee guida di Google per i link
Google considera i link come segnali utili per comprendere relazioni tra pagine e il loro contenuto, ma distingue tra link editoriali e link il cui scopo primario è manipolare il ranking. Le seguenti idee sono utili per orientare le tue scelte pratiche:
Usa gli attributi rel per chiarezza: se un link è a pagamento o parte di una collaborazione, indica rel="sponsored"; per link generati dagli utenti usa rel="ugc"; se non specifichi nulla stai pubblicando un link normale (cioè senza rel=nofollow/rel=sponsored/rel=ugc).
Tratta rel="nofollow" come un suggerimento: Google ha dichiarato che rel=nofollow è un hint che può essere considerato o meno per crawling, indicizzazione e ponderazione.
Valuta il contesto editoriale: la qualità del contenuto, la rilevanza per l’audience e la visibilità della pagina sono fattori spesso più determinanti del semplice posizionamento del link.
Ricorda la distinzione tecnica tra crawling, indicizzazione e ranking: Google usa la versione mobile come base primaria per crawling e indicizzazione; dal luglio 2024 Google esegue le scansioni per Search con Googlebot Smartphone per default. Questo significa che contenuti presenti solo nella versione desktop possono non essere considerati quando Google decide cosa indicizzare.
Attributi dei link: come e quando usarli
Gli attributi rel servono a comunicare il contesto del link. Ecco esempi pratici di sintassi da usare sul codice HTML del publisher quando la relazione con il link richiede trasparenza:
Link normale (nessun attributo speciale): esempio
Link per contenuti sponsorizzati o a pagamento: esempio
Link inseriti da utenti (commenti, forum): esempio
Link che vuoi segnalare come non suggerenti ranking: esempio
Nota: non esiste un attributo rel="dofollow"; “dofollow” è un termine colloquiale che indica semplicemente un link pubblicato senza rel=nofollow/rel=sponsored/rel=ugc.
Valutare la qualità di un posizionamento (checklist per editori e inserzionisti)
Quando consideri un publisher per un guest post, una menzione o una posizione a pagamento, valuta questi aspetti pratici prima di procedere:
Rilevanza dell’audience: il pubblico del publisher è interessato ai tuoi contenuti o prodotti?
Qualità editoriale: il contenuto è curato e aggiornato? Ci sono segnali evidenti di low-quality content?
Indexability della pagina: la pagina è accessibile ai motori di ricerca e visibile nelle ricerche pubbliche?
Contesto del link: il link si integra naturalmente nel contenuto o sembra aggiunto solo per SEO?
Trasparenza commerciale: l’accordo è dichiarato e il publisher usa attributi rel appropriati per i link a pagamento?
Valutare l’indexability è spesso più utile di basarsi esclusivamente su metriche di terze parti. BlogDrip, per esempio, integra segnali tecnici come lo stato di scansione e l’indicizzazione pubblica quando verifica e classifica i publisher, perché un backlink su una pagina non indicizzata tende a portare un valore SEO inferiore rispetto a uno su una pagina attiva e indicizzata.
Verifica tecnica dei backlink (controlli che puoi fare da fuori)
Spesso non hai accesso a Google Search Console del publisher. Ecco una lista di controlli tecnici che puoi eseguire dall’esterno per confermare che un link esista e sia visibile ai motori di ricerca e agli utenti.
Ispezione HTML e DOM
Apri la sorgente della pagina (view-source) e cerca l’anchor tag per verificare che il link esista nell’HTML server-rendered.
Apri DevTools > Elements nel browser per vedere il DOM renderizzato: verifica che il link sia visibile, non inserito solo via JavaScript dopo interazioni particolari.
Comandi curl utili
Usa curl per controllare l’HTML che il server restituisce a un user‑agent mobile (ricorda: -I restituisce solo le intestazioni; ometti -I per ottenere il corpo HTML). Esempi:
Per ottenere intestazioni HTTP: curl -I https://publisher.example/path
Per ottenere l’HTML servito a un user‑agent mobile: curl -A "Mozilla/5.0 (Linux; Android 10) AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko) Chrome/" https://publisher.example/path
Se vuoi controllare gli header di cache o robot: verifica le intestazioni X‑Robots‑Tag e Cache‑Control con curl -I.
Check di indicizzazione pubblica
Usa l’operatore site: in Google come indicazione rapida che una pagina è pubblicamente indicizzata, ma considera che site: non è una prova definitiva. Per le pagine che controlli tu, usa URL Inspection in Google Search Console per un controllo autorevole.
Rischi, politiche di Google e come comportarsi con i link a pagamento
Google dichiara che i link il cui scopo principale è manipolare i risultati di ricerca possono essere trattati come link spam. Per i link a pagamento o compensati la misura pratica è chiara: usa rel="sponsored" o rel="nofollow" e documenta l’accordo sul publisher in modo trasparente.
Google può ignorare il link, applicare aggiustamenti algoritmici o, in casi rari con revisione manuale, segnalare un'azione manuale. Le azioni manuali sono visibili nel Search Console del sito colpito.
La decisione su un acquisto di link dovrebbe basarsi su: qualità editoriale del publisher, integrazione naturale del link nel contenuto, chiarezza contrattuale e indexability della pagina. Un link in un contenuto curato, dichiarato come sponsorizzato e su una pagina indicizzata offre più valore pratico di un link nascosto in una pagina non indexata.
Errori comuni e come evitarli
Comprare grandi volumi di link da network non trasparenti senza verificare indexability e contesto.
Non dichiarare la natura commerciale di un link: manca la trasparenza e aumenta il rischio di interventi automatici o manuali.
Affidarsi solo a metriche di terze parti (come Domain Authority o Domain Rating) senza controlli tecnici e contestuali.
Evitare questi errori significa adottare processi ripetibili di verifica e richiedere trasparenza agli editori: dove è necessario, chiedi una pagina primaria per la pubblicazione del link, prova che quella pagina è pubblicamente indicizzata e chiedi che il link sia inserito in modo naturale all'interno del contenuto.
Risorse pratiche e passi successivi
Se stai valutando publisher per backlink, esegui sempre i controlli tecnici sopra elencati e chiedi trasparenza sui rapporti commerciali. Se desideri esplorare editori verificati che esplicitano stato di scansione e politiche editoriali, Esplora i publisher per i backlink.
Per verifiche sul tuo sito usa gli strumenti ufficiali: Google Search Console (URL Inspection) per problemi di indicizzazione e Chrome DevTools per ispezionare il rendering su dispositivi mobili. Ricorda che Google ha rimosso le pagine cache tradizionali all’inizio del 2024, quindi non fare affidamento sulle cache effettuate da Google come prova principale di indicizzazione.
FAQ
I link nofollow servono a qualcosa per la SEO?
Sì — rel="nofollow" è trattato da Google come un suggerimento, non come un comando definitivo. Anche link con rel="nofollow" possono produrre traffico di referral e, in alcuni casi, essere considerati per determinati segnali da Google. Tuttavia il loro ruolo nella ponderazione dei ranking è meno prevedibile rispetto a link normali pubblicati senza rel=nofollow/rel=sponsored/rel=ugc.
Devo sempre richiedere rel="sponsored" per i link a pagamento?
Sì: dichiarare i link a pagamento usando rel="sponsored" (o rel="nofollow") è la pratica raccomandata per la trasparenza e per conformarsi alle linee guida pubbliche di Google. Questo riduce il rischio che i link vengano trattati come manipolativi dagli algoritmi.
Come controllo se un backlink pubblicato è visibile a Google?
Da esterno, puoi controllare la sorgente HTML, il DOM renderizzato, usare curl per verificare headers e corpo e cercare la pagina con l’operatore site: in Google per un’indicazione pubblica. Per le pagine che controlli direttamente, l’URL Inspection in Google Search Console fornisce il controllo più autorevole.
I link da pagine non indicizzate contano?
Un backlink su una pagina che Google non indicizza è generalmente meno interessante per SEO rispetto a uno su pagina indicizzata. Tuttavia non esiste una regola assoluta: la visibilità, il contesto e la possibilità di ottenere traffico diretto rimangono considerazioni pratiche importanti.
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