Schema markup: dati strutturati per la SEO
Schema markup è l'uso di vocabolari schema.org (JSON-LD, Microdata, RDFa) per etichettare entità e relazioni nelle pagine web; aiuta i motori a interpretare contenuti e abilitare rich results e AI overviews, senza garantire posizioni.

Panoramica
Schema markup (dati strutturati) è il codice che descrive persone, prodotti, eventi, recensioni, ricette e altre entità sulle pagine web in modo leggibile dalle macchine. Oggi si usa prevalentemente il vocabolario schema.org e il formato JSON-LD perché sono i più supportati dai principali motori di ricerca.
Cosa fa (e cosa non fa): i dati strutturati aiutano i motori a interpretare il contenuto della pagina e possono abilitare rich results, Knowledge Panels e gli elementi usati nelle AI overviews; però non sono di per sé una garanzia di miglior posizionamento: influenzano l'indicizzazione/interpretazione e la presentazione nei risultati, mentre l'ordinamento nelle SERP dipende da molteplici segnali.
Passo per passo
1) Scegli il tipo giusto: consulta schema.org per trovare il tipo (es. Product, Article, Event, LocalBusiness) e le proprietà richieste/consigliate.
2) Preferisci JSON-LD quando possibile: è più semplice da aggiungere e mantenere perché separato dall'HTML, e Google e altri motori lo raccomandano per la maggior parte dei casi.
3) Implementa le proprietà minime richieste: alcune feature (es. recensioni con stelle) richiedono proprietà specifiche per essere eleggibili per rich results.
4) Validazione locale: usa il Rich Results Test e lo Schema Markup Validator (schema.org) per verificare sintassi e requisiti di tipo.
5) Pubblica e monitora: dopo il deploy controlla i report "Enhancements" in Google Search Console (URL Inspection e report specifici) e il rendimento nella Performance report per capire click-through e impression.
Verifica: checklist tecnica
* **Markup presente nell'HTML** — dove verificare: view-source o curl — passa quando il JSON-LD o Microdata compare nel sorgente HTML del URL.
* **Markup renderizzato** — dove verificare: Chrome DevTools (Elements) o uno strumento headless — passa quando il markup è presente nel DOM visibile agli utenti e ai crawler.
* **Validità del vocabolario** — dove verificare: Rich Results Test / Schema Markup Validator — passa quando non ci sono errori critici e le proprietà richieste sono fornite.
* **Indicizzazione della pagina** — dove verificare: Performance report o URL Inspection in Google Search Console (se è una pagina che possiedi) — passa quando la pagina è accessibile e Google la conosce; la presenza nell'indice aumenta le probabilità che il markup sia usato.
* **Risorse bloccate** — dove verificare: Chrome DevTools Network, curl -I — passa quando CSS/JS necessari per il rendering non sono bloccati da robots.txt o da intestazioni che impediscono il fetch.
Verifica e strumenti pratici
Rich Results Test
Incolla l'URL o il markup per verificare se Google riconosce tipi eleggibili per rich results. Il test segnala errori e avvisi relativi alle proprietà richieste.
Schema Markup Validator (schema.org)
Usalo per controllare conformità al vocabolario schema.org: segnala tipi e proprietà non standard o con errori di sintassi.
Google Search Console e URL Inspection
Per pagine che possiedi, l'URL Inspection mostra come Google vede la pagina, lo stato di indicizzazione e gli eventuali problemi di enhancement segnalati per i dati strutturati.
Controllo sorgente e rendering
Per vedere il markup servito a crawler diversi usa: curl -L -A "Mozilla/5.0 (compatible; Googlebot/2.1; +http://www.google.com/bot.html)" https://esempio.com/pagina e confronta con il DOM dopo il rendering in Chrome DevTools. Ricorda: curl restituisce l'HTML, mentre il rendering verifica markup aggiunto via JavaScript.
Problemi comuni
1) Markup sintattico errato: JSON con virgole fuori posto o parentesi mancanti impedisce la lettura. Usa validator prima di pubblicare.
2) Tipi/proprietà sbagliati: ad esempio usare Review senza gli attributi necessari porta a errori o a non eleggibilità.
3) Discrepanze tra contenuto visibile e markup: inserire nel markup dati non presenti/ingannevoli può portare a rimozioni o a non utilizzo del markup da parte dei motori.
4) Markup aggiunto solo via JavaScript ma non renderizzato: alcune soluzioni client-side non vengono eseguite correttamente dal crawler e quindi il markup non è letto.
5) Risorse bloccate o pagine non indicizzabili: se la pagina non è accessibile al crawler o è noindex, il markup ha scarsa probabilità di essere utilizzato.
Esempio di snippet JSON-LD minimo per un articolo: <script type="application/ld+json">{"@context":"https://schema.org","@type":"Article","headline":"Titolo","author":{"@type":"Person","name":"Autore"}}</script>
Esempi di attributi link per contenuti sponsorizzati o UGC: sponsored, ugc. Non esiste rel="dofollow"; un link senza rel=nofollow/sponsored/ugc è trattato come un link normale.
Prima di passare alle FAQ: per una panoramica tecnica più ampia consulta la guida completa.
Domande frequenti
Costruisci autorità con backlink di qualità
D: Qual è il formato consigliato?
R: JSON-LD è generalmente preferito per la sua separazione dall'HTML e per il supporto diffuso; Microdata e RDFa rimangono validi in contesti specifici.
D: I dati strutturati migliorano automaticamente il ranking?
R: No. I dati strutturati migliorano l'interpretazione e la presentazione nei risultati; il ranking è determinato da molti segnali aggiuntivi.
D: Cosa fare se il Rich Results Test non mostra il mio markup?
R: Controlla la presenza nel sorgente (curl), la validità con lo Schema Markup Validator e verifica che la pagina sia accessibile e indicizzabile; alcuni rich results hanno criteri aggiuntivi di eleggibilità.
D: Posso nascondere informazioni nel markup che non sono visibili all'utente?
R: No. Il markup deve riflettere il contenuto reale della pagina; informazioni ingannevoli possono portare a rimozione o a non utilizzo del markup.
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